La Storia

LA STORIA

Come in un album di famiglia, scorriamo insieme i principali momenti che hanno contrassegnato la crescita del nostro club.
Corre l’anno 1996.
Per la BMW si tratta di un epico cambio generazionale. La serie R viene rinnovata profondamente. L’addio agli affascinati carburatori “bing” , segna l’avvento della moderna gestione elettronica del motore, del “telelever” e del “paralever”, del motore che funge da struttura portante. Si tratta di  novità tecniche che, pur lasciando basiti parecchi clienti storici, rivoluzioneranno, nell’arco di un decennio, il concetto dell’andare in moto e di fare turismo.  
Appaiono la nuova RT, il poderoso pachiderma da granturismo con ABS, in versione 1100 cc., e 90 cv di potenza. E prima ancora l’enduro GS – la più sconvolgente della famiglia - stesso motore ma con 5 cv in meno. Le “roadster”, poi, la  850 cc. e la 1100 cc.. Oltre alla incompresa, ma ottima R1100RS, la prima delle nuove boxer presentata sul mercato italiano. 
E’ l’alba di un nuovo mondo, e noi del Club Napoli la viviamo pienamente in sella alle nostre motociclette. 

Svezzati quanto basta, (grazie ad un moderato calendario di uscite a breve raggio nel corso del 1997),  durante la cena sociale del Natale dello stesso anno, un manipolo di nuovi soci pretende con energia una maggiore vitalità per l’anno successivo. Più gite, più km, più incontri: il destino del Club Napoli prende corpo in una concitata atmosfera che forse mal si addice alla quiete del periodo festivo. Vecchio (si fa per dire) e nuovo ordine si fondono all’angolo di una tavola imbandita a pizza e birra.  I Consiglieri Armando Migliardi e Paolo Petrucci incontrano per la prima volta i nuovi soci Gianluca Ciancio e Gennaro Carbone. Il compianto amico Massimo Dotoli siede al centro tavola in qualità di Presidente. Tutt’intorno disposti ad U, una ventina di commensali, molti dei quali si perderanno di vista nel corso degli anni, tranne il mitico, onnipresente prof. Lo Schiavo. 
Tra una bruschetta e una margherita, si decide per un fitto programma di uscite nel ‘98. Nell’occasione, a quei due nuovi soci che esigono che le uscite vadano effettuate con qualsiasi condizione atmosferica, risponde con fine umorismo lo stesso Dotoli,  coniando la simpatica espressione “I bmwuisti non sono idrosolubili”.  
Come stabilito, nel ’98 vengono effettuate tutte le uscite previste. 
Ci si vede a piazza Treste e Trento (a San Ferdinando, per i nostalgici) perché piazza Europa verrà dopo, molto dopo. Ci si vede davanti al Gambrinus, e nel giorno prefissato non mancano mai le moto di Armando, Paolo, Gennaro e Gianluca.  Sempre, anche con la pioggia, il ghiaccio e la neve. 
Memorabile, a tal proposito la gita nel Sannio: ogni curva una lastra di ghiaccio ed al termine, dopo il ponte delle Janare (streghe) il borgo di San Lupo ad attenderci, coi vecchi nella piazza, stretti nei cappotti e nei pensieri, incuriositi come bambini dal passaggio di una carovana di motociclisti in pieno inverno.
L’eco delle nostre gite rimbalza in fretta tra gli appassionati del marchio desiderosi di condividere la propria passione.  
In breve tempo, tra i clienti BMW della Prima (e non solo) cresce la voglia di associarsi al nostro Club. E la lista degli iscritti si allunga vertiginosamente sul registro che il  nostro attuale Presidente, Paolo Petrucci, tiene, in quegli anni, con cura certosina nelle vesti di solerte Segretario.    
Fin dal principio, riteniamo doveroso incrementare la comunicazione con i Soci. Informare è la parola d’ordine: la bacheca della Prima non basta!
Pertanto, nella maniera più tradizionale (la mail a quei tempi non era diffusa) con busta, foglio e francobollo, il nostro Segretario inizia una fitta corrispondenza. Non solo il programma all’inizio dell’anno: nelle cassette delle lettere, ai soci giungono i mini reportage (spesso in chiave goliardica) delle uscite precedenti, come pure i promemoria dettagliati delle prossime gite.     

L’accelerazione, il sorpasso avviene a metà del ’99. 
Il nostro Migliardi, reduce da un BMW Days in Umbria, ancora una volta ci contagia con la sua passione dirompente. E’ una sera stellata, siamo al tavolo di una pizzeria. A quel tavolo, tra gli altri, siede un manipolo di motoclisti che contribuirà in maniera determinante al successo del Club.  Non citarli sarebbe un affronto: (alla rinfusa) Antonio Magliocca, Roberto Piccoli, Rosario Gambino, Daniele Scafora ed il solito Gianluca Ciancio. Alcuni di loro nemmeno si conoscono prima d’ora, altri si sono conosciuti durante le uscite del ’98. C’è qualcosa di magico nell’aria, quella sera: i nostri, infervorati dai racconti di Armando - una birra tira l’altra - decidono di partecipare al prossimo BMW days, fissato per il giugno 2000 a Canazei, in Trentino. Una stretta di mano e via. I mesi scorrono rapidi e i nostri, tenendo fede alla promessa, si ritrovano al casello di Ora in provincia di Bolzano, in un tardo pomeriggio di giugno. Napoli – Canazei: 960 km tutti d’un fiato, via Orte e Cesena. Lo spirito di gruppo, il cemento indistruttibile, o più semplicemente l’amicizia, prende corpo  in questa occasione. Tra le curve dolomitiche, al palazzo del ghiaccio della Val di Fassa, con un migliaio di partecipanti, i nostri amici vivono il raduno più bello. 
Nel 2001, la partecipazione al BMW Days, in quel di Ascoli Piceno ottiene, sull’onda di Canazei, un successo strepitoso. Ben 28 equipaggi (tanto basta a meritare il primo di tanti premi per il club più numeroso) prendono parte alla spedizione verso il massiccio del Gran Sasso, facendo base nel capoluogo marchigiano. E’ l’occasione per fare la conoscenza con il vulcanico Sergio Cozzolino, nostro attuale Segretario, alle prime armi con la sua fedelissima R850R, in compagnia dell’indimenticabile moglie Luciana...
Nello stesso anno, a marzo, il Club, presieduto da Armando Migliardi, organizza la prova valida per il trofeo nazionale BMW di regolarità su strada. Le prove si svolgono a Castelvolturno, con l’ausilio dei cronometristi ufficiali della federazione lungo un percorso appositamente studiato. Sul piazzale dell’Hotel Sporting, prima di godere le delizie di un pranzo luculliano, i partecipanti si cimentano anche nello slalom di abilità alla guida del nuovissimo C1, una chimera del mondo BMW. Non mancano le cadute e le risate…
Dal 2000, dunque, non c’è raduno ufficiale al quale il nostro club non partecipi.
Nel 2001 siamo talmente carichi che andiamo in Sicilia per il meeting nazionale infischiandocene dello sciopero dei benzinai. Alla vigilia del Meeting in Sicilia, il team direttivo del Club Napoli rende gli onori di casa, facendo da scorta agli equipaggi provenienti dal centro nord e diretti a Palermo, con imbarco al Beverello.
Nell’autunno del 2002, il grande passo. 
il Meeting nazionale in Campania coinvolge il team direttivo in un’avventura impegnativa. Con l’ausilio dello staff tecnico della Prima, dedichiamo gran parte del nostro tempo libero per i sopralluoghi, per provare il percorso, per pianificare ogni dettaglio di quello che a detta dei numerosi partecipanti, rimarrà uno dei migliori Meeting in assoluto. I monti del Terminio, prima e la Costiera dopo, vedono transitare 300 equipaggi provenienti anche dalla Germania e dalla Francia.  In testa, in coda, ai lati le staffette instancabili del nostro Club. A sirene spiegate, la rassicurante presenza di Carabinieri e Stradale in sella alle RT di ordinanza. Defilato, ma onnipresente, il furgone assistenza della Prima con due meccanici a bordo.
Tutto risulta perfetto: un bel percorso dalla montagna al mare; a pranzo, un buffet sontuoso alle pendici del Terminio; un banchetto ricchissimo per la sera, al “Galassia” di Mercogliano, con musica dal vivo e cabaret. Commenti entusiasti, sorrisi e strette di mano concretizzano quel caloroso ringraziamento che ci ripaga di tanto impegno.
La vita è adesso. Il presente si snocciola via come la sesta marcia in overdrive. La innesti ed il motore gira basso, libero di allungare quando serve, ma con dolcezza, come si conviene ad un poderoso motore boxer (onore ai “K”, in ogni caso).  Arriva il primo viaggio a Garmisch, nel 2004. Ed i km crescono, superano i mille per ogni tratta, (si attaccano le prime “vignette” sul parabrezza) si moltiplicano al rientro, si quadruplicano con i giri sul posto. Non si fa in tempo a tornare che già si progetta il viaggio per l’anno successivo.
All’area di servizio San Nicola. E’ da lì che partiamo per i nostri raid più lunghi. Altrimenti a Piazza Europa, col pieno di benzina, come ci raccomanda il Presidente. E poi via, uno dietro l’altro, sperando che l’autostrada finisca presto, che i rettilinei si trasformino in curve, e le curve diventino tornanti; che la città lasci spazio alla campagna, alle verdi vallate, ai silenzi della natura, infranti dal sommesso borbottio dei nostri bicilindrici, dal ringhio dei kappa, dal buffo ansimare del “mono” di un’infaticabile F650. 
Ancora Garmisch nel 2005, la Provenza nel 2006, l’Austria e l’immancabile passaggio per Garmisch anche nel 2007 e 2008. La Foresta Nera nel 2009.
I laghi austriaci e le Dolomiti nel 2010.
Fa piacere,in queste occasioni, a chi ha un po’ di km sulle spalle, constatare come con crescente sicurezza si muovano adesso i neofiti, i soci iscritti da poco tempo, siano essi i cinquantenni tornati in sella dopo anni, oppure i giovani alla prima esperienza. Siamo cresciuti insieme. Siamo diventati un gruppo vero.

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